Oro per pagare? Adesso è possibile con Gooldie. di Girolamo Stabile

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L’oro, un bene fisico e materiale, potrà diventare un “nuovo” mezzo di scambio con la piattaforma Gooldie.

La diffusione delle monete virtuali ha generato una nuova asset-class tendenzialmente oggetto di trading e non ancora, invece, una reale e diffusa forma di pagamento peer to peer o, più in generale, per gli acquisti online. La scarsa capitalizzazione di questo mondo ha registrato una significativa volatilità che, come nel caso del Bitcoin, ha determinato significative perdite di valore dopo un primo ed apparente aumento inarrestabile delle quotazioni.

 

Di conseguenza, alla monete virtuali definite “sintetiche”, si stanno progressivamente affiancando anche cripto valute emesse a fronte di asset reali e, dunque, meno inflazionabili: le così dette backed-criptocurrency. Un esempio recente di questa tendenza è rappresentato dalla piattaforma Gooldie il cui scopo è quello di permettere investimenti in oro o l’utilizzo di quest’ultimo come strumento di pagamento. La filosofica alla base di Gooldie sembra in sintesi essere quella del “back to basic”, nei termini che seguono.

 

Considerata la tendenza delle banche centrali ad emettere moneta, la possibilità per Stati e banche di essere oggetto di default, i tassi di interesse mantenuti artificialmente bassi e la illiquidità di commodities e asset alternativi, l’oro risulta essere un solido bene con un ottimo track-record oltre ad essere uno degli asset più liquidi sul mercato dopo le maggiori valute ufficiali esistenti.  A questo proposito, va peraltro notato che l’oro presenta una capitalizzazione di mercato pari a Euro 2,500 Bln ed è un bene reale che, in quanto tale, può essere anche detenuto e/o conservato direttamente.

 

Tutto ciò premesso, questa nuova piattaforma di investimento funziona come sorta di exchange grazie alla quale l’oro può essere acquistato e custodito in caveau blindati forniti da operatori indipendenti. Questo sistema centralizzato permette, inoltre, anche l’autentica delle transazioni. L’oro acquistato mediante Gooldie (1 Gooldie equivale a 1/1000 oz t, il cui valore corrente è circa 1 Euro) può essere detenuto a fini di investimento, utilizzato per pagamenti mediante carte prepagate oppure divenire oggetto di trading mediante l’internal gold desk della piattaforma.

 

In sintesi, dunque, l’investitore può generare profitto dall’eventuale apprezzamento dell’asset nel tempo, ovvero, mediante attività di trading e, dunque, secondo la logica classica del “bid/ask”  tipica del trading book.

 

All’investitore è data anche la possibilità di prelevare fisicamente l’oro e quindi di non  beneficiare più della gestione digitale mediante la piattaforma.

 

Ad oggi Gooldie ha concluso un primo ciclo di investimento seed per un ammontare pari ad Euro 500 mila. Tuttavia, le prospettive di crescita sono interessanti sia per il livello contenuto delle commissioni applicate dal management sia per la potenziale crescita di questo segmento di mercato che la piattaforma stima potrebbe raggiungere una cifra pari a circa Euro 10 bln.

Di Girolamo Stabile

I Social Media stanno cambiando la finanza di Girolamo Stabile

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Come i Social Media hanno cambiato il mondo della finanza di Girolamo Stabile
Come i Social Media hanno cambiato il mondo della finanza di Girolamo Stabile

Ecco come i Social Media stanno cambiando la finanza

L’influenza dei social media è arrivata a toccare e interessare pressoché ogni aspetto della nostra vita: le relazioni personali, anzitutto, ma anche la sfera professionale. Il mondo della finanza non è esente da questo trend. Non è facile delineare con precisione le dinamiche che sono andate innescandosi negli ultimi anni e che legano le piattaforme di condivisione online a chi si occupa di investimenti, in quanto si tratta di un panorama in costante evoluzione, soggetto a una mutazione continua.

Si può tuttavia affermare che i social hanno l’indubbia capacità di favorire la circolazione delle informazioni, per la loro stessa natura, con tutti i pro e i contro che ne derivano. È dunque bene conoscerli, individuare le opportunità che offrono e utilizzarne i canali per rispondere al meglio alle specifiche esigenze. Questo significa, per gli operatori, poter contare su uno strumento in grado di veicolare il proprio messaggio a un pubblico potenzialmente globale: essere presenti su Facebook o Twitter, per citare i due social più noti, significa essere individuabili, creare un contatto diretto con l’utente-cliente e costruire così un rapporto di fiducia quasi informale. Al tempo stesso, chi si trova dall’altra parte dello schermo, può contare su un supporto facilmente accessibile, competente e all’occorrenza capace di dispensare consigli. Non a caso anche i grandi gruppi hanno iniziato ormai da tempo ad offrire assistenza via social o addirittura attraverso le applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp, Viber, Telegram o WeChat.

Il resto del mio articolo per Social Com qui: Articolo Social Com

Girolamo Stabile