Crescono i nuovi strumenti di finanziamento alle imprese: minibond e factoring

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L’indebitamento bancario rimane lo strumento preferito per l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese italiane ma cresce il ricorso a nuovi strumenti finanziari. Lo racconta un’accurata analisi di Affari e Finanza

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L’accesso al credito rappresenta ancora un elemento chiave della crescita delle aziende italiane in uno scenario in cui le banche continuano a risentire della crisi e dimostrano grande prudenza nella concessione di fiducia. Tuttavia si fanno largo nuovi strumenti e nuove opportunità per le aziende.

Come racconta Luigi dell’Olio, in un’accurata analisi pubblicata su Repubblica – Affari & Finanza, strumenti finanziari innovativi come i minibond e il factoring sono in progressivo aumento non più solo nelle grandi aziende italiane, ma anche nelle realtà di piccole e medie dimensioni. 

Infatti, nonostante una recente analisi di Mediobanca segnali che il debito delle piccole e medie imprese del nostro Paese sia per la quasi totalità ancora in mano alle banche, cresce il ricorso a strumenti alternativi.

Infatti le obbligazioni quotate all’ExtraMot hanno superato il controvalore di 5 miliardi e quasi tutte le emissioni del 2015 sono state relative a un taglio inferiore a 50 milioni di euro, segno che ricorrono a questo strumento anche piccole aziende.

Anche il factoring è cresciuto del 2,81% nel 2014 rispetto all’anno precedente, raggiungendo un giro d’affari di 178 miliardi di euro.

Si tratta sicuramente di un inizio incoraggiante, ma la strada da percorrere è molta: i limiti organizzativi e culturali che le realtà più piccole devono superare sono ancora tanti, prima che questi strumenti finanziari vengano considerati un’alternativa consolidata al classico prestito bancario.

Qui l’articolo completo 

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