Una recensione del blog su Key4biz

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recensione sito girolamo stabileOggi Key4biz, l’autorevole quotidiano online sulla digital economy e la cultura del futuro, diretto da Raffaele Barberio pubblica una bella recensione del blog.

L’articolo sottolinea come il blog fornisca “una serie di consigli utili a chi investe e opera nel mondo della finanza a livello internazionale, sempre con un occhio attento alla realtà italiana”.  Il magazine coglie l’occasione anche per inserire il mio profilo nel suo Who is who.

Qui puoi leggere la recensione del blog.

 

Mini-bond e Pmi, il mio articolo su Lettera 43

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lettera43Lo scenario economico italiano presenta grandi sfide per le piccole e medie imprese che intendono sviluppare le proprie attività e che, dunque, hanno bisogno di nuovi capitali.

Ho parlato del tema in un articolo pubblicato su Lettera 43, il quotidiano economico diretto da Paolo Madron. Mi sono soffermato in particolare sul rapporto fra mini-bond e piccole e medie imprese:

In un momento in cui il ricorso al credito bancario presenta qualche complessità può essere utile considerare strumenti alternativi di finanziamento tra cui i mini-bond, che permettono alle piccole e medie imprese di rivolgersi direttamente al mercato dei capitali proprio in alternativa al canale bancario tradizionale.

Ho sottolineato in modo particolare che i mini-bond sono uno strumento particolarmente utile per riconnettere in maniera virtuosa l’economia finanziaria a quella reale:

I mini-bond sono uno strumento con grandi potenzialità in un sistema profondamente “banco-centrico” come quello italiano. La loro progressiva diffusione, ha osservato un report pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Consorzio camerale per il credito e la finanza, ha un impatto determinante sul ristabilimento di un legame tra il risparmio nazionale e l’economia reale, così come sull’attrazione di investitori internazionali. In altri termini, si crea un importante punto di incontro tra l’economia finanziaria e quella reale, nel senso che la prima sostiene la seconda.

Puoi leggere tutto l’articolo su Lettera 43

 

Finanza, economia e Made in Italy, la mia intervista a Formiche

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Girolamo Stabile intervista Formiche«Coniugare finanza e filosofia. Questo è l’obiettivo di Girolamo Stabile, esperto di finanza formatosi nella City, che ritorna in pista con un asset manager tutto italiano, specializzato in strumenti alternativi di finanziamento alle imprese, Kant Capital. Ha il nome di uno dei maggiori pensatori moderni, a cui si rifà la nuova impresa, come si legge sulla home page del sito: “Non c’è dubbio che ogni nostra conoscenza incomincia con l’esperienza”. Sull’incipit della Critica della Ragion Pura si basa l’impianto della nuova avventura di Stabile».

Inizia così la mia intervista con Formiche, nella quale ho condiviso alcune riflessioni su economia, finanza e Made in Italy.

Made in Italy: la sfida della competizione globale si vince con lo sguardo al lungo periodo

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Un recente studio conferma l’importanza dei mercati esteri e i vantaggi economici di posizionarsi sulla fascia alta del mercato. In uno scenario caratterizzato da criticità legate al contesto internazionale – si pensi alla crisi cinese e all’embargo russo – non basta crescere, occorre produrre meglio e in modo lungimirante

Le trimestrali FTSE MIB di alcuni colossi del lusso italiano riportano lo stato di salute di un settore tradizionalmente forte. A due settimane da Luxottica presentano i dati anche Moncler, Tod’s e Salvatore Ferragamo.

La trimestrale segna l’esordio anche di Yoox-Net-A-Porter, realtà nata a Bologna come portale di e-commerce, quotata nel 2009 che ha avviato la piena integrazione con la piattaforma Net-A-Porter. Un’operazione che ci dimostra l’importanza di guardare ai mercati internazionali e agli scenari tecnologici come driver di crescita.

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Anche a causa dello scenario internazionale il settore vive, più che mai, un momento che offre, rischi ed opportunità. Ma come rendere i campioni del lusso italiani in grado di affrontare e vincere le sfide dei mercati globalizzati? È utile analizzare alcuni dati emersi da uno studio realizzato dalla società di consulenza Pambianco in collaborazione con Deutsche Bank e citati in un interessante articolo di Marta Casadei su Il Sole 24 Ore.

Le esportazioni giocano un ruolo chiave: il lusso ha una quota del 76% che scende al 56% nelle realtà di fascia medio-alta, che hanno una minore brand awareness all’estero, e al 38% del retail. A dominare nel settore delle vendite è il Nord America, che si conferma il mercato nel quale le nostre multinazionali del lusso registrano una quota sempre più rilevante degli utili.  Continua