Made in Italy e Borsa: lavorare insieme per crescere

postato in: Private Equity | 0
Le piccole e medie imprese italiane producono eccellenze apprezzate in tutto il mondo ma generano un mercato dei capitali ristretto. Basti un esempio: l’intero flottante della Borsa italiana vale meno di una singola azienda americana, Google. In questo contesto possono giocare un ruolo importante per la crescita strumenti alternativi come il private equity e i mini bond

private equity

Non è un mistero, almeno per gli addetti ai lavori, che le piccole dimensioni della maggioranza delle aziende italiane sia uno dei temi spinosi della nostra economia. Se da una parte infatti le piccole e medie imprese sono spesso altamente specializzate e creano le eccellenze delle nicchie di mercato apprezzate in tutto il mondo, dall’altro la scarsa crescita le costringe, a un determinato punto della propria esistenza, a cedere a capitali stranieri per continuare a esistere. Come conseguenza la Borsa Italiana costituisce un mercato di capitali ristretto.

Un recente articolo di Repubblica affronta il tema citando un dato che dovrebbe far riflettere: il flottante della Borsa italiana vale circa 340 miliardi di euro, 50 miliardi in meno rispetto a una singola azienda americana, Google. Se poi si guarda al dato del settore privato, che ammonta a 150 miliardi di euro, tutte le nostre società quotate in Borsa valgono quanto la sola Toyota, e 60 miliardi in meno rispetto a Nestlé.

Continua

Pastificio di Chiavenna: quando la finanza sostiene il Made in Italy d’eccellenza

postato in: Private Equity | 0

pastificio chiavennaDopo quello di Grom un altro caso in cui lo strumento finanziario sostiene la crescita di realtà di eccellenza del Made in Italy.

Pastificio di Chiavenna, storica azienda italiana del settore food ha ceduto l’82% della proprietà ad Alto Partners sgr, operazione che si è resa possibile grazie all’intervento del fondo Alto capital III.

La compagnia valtellinese, fondata nel 1868, è specializzata nella produzione di pasta dietetica e speciale ed è conosciuta ai consumatori con i pizzoccheri a marchio Moro.

L’azienda ha deciso di ricorrere all’intervento di un fondo d’investimento per farsi supportare nei suoi progetti di crescita nel nostro Paese e all’estero, dove già esporta il 43% del proprio prodotto.

Crescono i nuovi strumenti di finanziamento alle imprese: minibond e factoring

postato in: Private Equity | 0

L’indebitamento bancario rimane lo strumento preferito per l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese italiane ma cresce il ricorso a nuovi strumenti finanziari. Lo racconta un’accurata analisi di Affari e Finanza

Drechslerei Südtirol

L’accesso al credito rappresenta ancora un elemento chiave della crescita delle aziende italiane in uno scenario in cui le banche continuano a risentire della crisi e dimostrano grande prudenza nella concessione di fiducia. Tuttavia si fanno largo nuovi strumenti e nuove opportunità per le aziende.

Come racconta Luigi dell’Olio, in un’accurata analisi pubblicata su Repubblica – Affari & Finanza, strumenti finanziari innovativi come i minibond e il factoring sono in progressivo aumento non più solo nelle grandi aziende italiane, ma anche nelle realtà di piccole e medie dimensioni.  Continua

1 3 4 5 6